Negli ultimi anni abbiamo visto l’intelligenza artificiale passare da promessa a realtà. Quella che sembrava una tecnologia da sperimentare è diventata una leva concreta di innovazione e competitività del nostro paese. Secondo il Microsoft Work Trend Index 2025, si sta affermando una nuova generazione di organizzazioni che adotta l’intelligenza artificiale con un approccio sistemico e responsabile: le cosiddette Frontier Firms. Si tratta di realtà che integrano l’AI nei processi operativi per migliorare l’efficienza e offrire un supporto concreto alle persone. In queste organizzazioni, la tecnologia contribuisce ad alleggerire attività ripetitive e ad agevolare la gestione del lavoro quotidiano, permettendo ai professionisti di concentrarsi su compiti che richiedono competenze umane e capacità di giudizio.
Una delle evoluzioni più recenti è rappresentata dall’AI agentica: sistemi di intelligenza artificiale progettati per offrire un supporto più strutturato nella gestione di processi complessi. Si tratta di soluzioni che vanno oltre la semplice automazione, e agiscono aiutando le organizzazioni a coordinare informazioni, monitorare attività e garantire maggiore continuità operativa, adattandosi ai diversi contesti produttivi. Laddove l’AI generativa accelera la produzione di contenuti, l’AI agentica interviene nei processi affiancando le persone nell’esecuzione di compiti articolati e contribuendo a decisioni più informate. È un passo avanti che permette alle imprese di migliorare l’efficienza in modo responsabile, mantenendo saldamente al centro il ruolo, l’esperienza e il giudizio delle persone. Queste innovazioni, oltre a migliorare processi e decisioni, hanno un potenziale economico straordinario per il paese.
Infatti, secondo le stime elaborate da TEHA (The European House Ambrosetti) nel Rapporto AI 4 Italy, l’intelligenza artificiale potrebbe generare un impatto economico pari al 18% del PIL italiano nei prossimi 15 anni, rilanciando la competitività del nostro paese. Una straordinaria opportunità per il Made in Italy.
Ma la tecnologia, da sola, non basta. Da quanto emerge dalla prima edizione dell’osservatorio AI sviluppato da TEHA con la collaborazione di Microsoft l’ostacolo principale è rappresentato dalla scarsità di competenze. Il 67% delle aziende italiane segnala una carenza di competenze adeguate per implementare soluzioni di AI. Percentuale che sale al 70% quando si restringe il campo all’utilizzo degli agenti AI.
Colmare questo gap è una priorità: significa creare opportunità di lavoro, ridurre le disuguaglianze e garantire che la rivoluzione dell’AI sia davvero un’opportunità per tutti. È una rivoluzione che richiede una visione condivisa. Serve un ecosistema che unisca imprese, università, centri di ricerca e decisori politici.
Per questo Microsoft ha lanciato iniziative come Microsoft Elevate, un programma globale pensato per garantire a chiunque accesso alle competenze digitali e all’intelligenza artificiale, mettendo al centro persone, comunità e organizzazioni. Con investimenti pluriennali, partnership con scuole, università, enti non profit e amministrazioni locali, Elevate mira a offrire a milioni di persone – studenti, lavoratori, professionisti e comunità vulnerabili – formazione concreta sulle competenze del futuro: dall’alfabetizzazione digitale all’uso avanzato dell’AI, fino ai percorsi professionali in ambito tecnico. L’obiettivo è duplice: ridurre il rischio di nuove forme di esclusione digitale e permettere a imprese e istituzioni di accedere alle competenze necessarie per innovare in modo responsabile e sostenibile.
